Semplicità, bellezza del vivere

Certe volte sento davvero il bisogno di semplicità.Semplicità, una dote spesso indicata con accezione negativa, come una cosa banale, ovvia. E invece la semplicità è potente e bellissima_ è andare al nocciolo, mancanza

Certe volte sento davvero il bisogno di semplicità.
Semplicità, una dote spesso indicata con accezione negativa, come una cosa banale, ovvia. E invece la semplicità è potente e bellissima: è andare al nocciolo, mancanza di sovrastrutture, trasparenza cristallina, energia di luce. Essenza delle cose.
Che bella cosa la semplicità.

‪#‎Torniamoumani‬

[Loriana Lucciarini]

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[estratti] – «Ritrovarsi»

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«Ritrovarsi»

Tra le onde di Bells Beach e le coste d’Irlanda c’è un filo sottile che unisce il mare e il cielo, fondendone i colori…

Il destino aveva già in passato messo i bastoni fra le ruote fra Coleen e Connor, rovinando la loro storia d’amore. Quando la vita, anni dopo, concede loro una seconda possibilità entrambi sanno che non può andare sprecata. Riusciranno a lasciarsi alle spalle un passato di sofferenza, per afferrare la felicità a piene mani?

Dall’autrice de «Il cielo d’Inghilterra» e «Una felicità leggera leggera», un romance che vi appassionerà, emozionandovi sotto il cielo d’Irlanda… #Ritrovarsi #LorianaLucciarini #LeMezzelane #LiveeLove #romance #Irlanda #Australia #Coleen #Connor

«Ritrovarsi» di Loriana Lucciarini web-ritrovarsi_1

Romance, 2018 – versione ebook e cartaceo

edizioni Le Mezzelane

editing a cura di Carlo Porrini

Genere: Romance

Formato: Ebook 2,99€ + Cartaceo 7,90€

Link acquisto:

Amazon cartaceo: https://www.amazon.it/Ritrovarsi-Loriana-Lucciarini/dp/8833280748/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&qid=1527160319&sr=1-5

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[promo] – «Ritrovarsi»

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La verde Irlanda e la frizzante Dublino fanno da sfondo alla storia di Coleen e Connor, i protagonisti di «Ritrovarsi» il mio ultimo romance targato Le Mezzelane, che fa parte della collana rosa “Live&Love”.

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#Irlanda #dublino #viaggi #luoghi #LibriEViaggi #ambientazione #location

OGNI VIAGGIO E’ UN SOGNO |

OGNI LIBRO E’ UN VIAGGIO |

UN VIAGGIO IN UN LIBRO

La Dublino di «Ritrovarsi»…

Nel mio ultimo romanzo ho posto particolare attenzione alla descrizione dei luoghi, perché credo che, oltre a sognare, si possa anche trovare lo spunto per decidere di partire e viaggiare davvero, alla ricerca delle suggestioni evocate dal romanzo…

A questo proposito ho creato una breve guida, che i lettori di «Ritrovarsi» possono richiedermi. Come? È facilissimo: scatta una foto con te e il volume, scrivi all’email indicata (lorianalucciarini11 (at) gmail.com) e richiedi la tua copia: Riceverai la guida di Dublino, con le ambientazioni del romanzo, in formato Pdf!

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La Dublino di «Ritrovarsi»… Nel mio ultimo romanzo ho posto particolare attenzione alla descrizione dei luoghi, perché credo che, oltre a sognare, si possa anche trovare lo spunto per decidere di partire e viaggiare davvero, alla ricerca delle suggestioni evocate dal romanzo… A questo proposito ho creato una breve guida, che i lettori di «Ritrovarsi» possono richiedermi. Come? È facilissimo: scatta una foto con te e il volume, scrivi all’email indicata (lorianalucciarini11 (at) gmail.com) e richiedi la tua copia: Riceverai la guida di Dublino, con le ambientazioni del romanzo, in formato Pdf!


web-ritrovarsi_1«Ritrovarsi»

Tra le onde di Bells Beach e le coste d’Irlanda c’è un filo sottile che unisce il mare e il cielo, fondendone i colori…

Il destino aveva già in passato messo i bastoni fra le ruote fra Coleen e Connor, rovinando la loro storia d’amore. Quando la vita, anni dopo, concede loro una seconda possibilità entrambi sanno che non può andare sprecata. Riusciranno a lasciarsi alle spalle un passato di sofferenza, per afferrare la felicità a piene mani?

Dall’autrice de «Il cielo d’Inghilterra» e «Una felicità leggera leggera», un romance che vi appassionerà, emozionandovi sotto il cielo d’Irlanda… #Ritrovarsi #LorianaLucciarini #LeMezzelane #LiveeLove #romance #Irlanda #Australia #Coleen #Connor

«Ritrovarsi» di Loriana Lucciarini

Romance, 2018 – versione ebook e cartaceo

edizioni Le Mezzelane

editing a cura di Carlo Porrini

Genere: Romance

Formato: Ebook 2,99€ + Cartaceo 7,90€

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[l’Autrice] – Loriana Lucciarini, una penna contro la violenza

Loriana Lucciarini, una penna contro la violenza.

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Romana, vive in provincia di Viterbo. Scrittrice e blogger ha fondato Magla, l’isola del libro e il blog delle 4Writers e collabora con siti internet e testate web. Fondatrice del polo Ewwa Viterbo, assieme a Monica Serra. Poetessa, ha all’attivo anche volumi di poesie ed è presente in numerose antologie di narrativa e di versi poetici. Scrittrice, suoi i volumi «Il cielo d’Inghilterra», «Una fantastica caccia al tesoro», «Si può volare senza ali», inoltre è ideatrice, autrice e curatrice della raccolta di racconti «4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate» il volume che sostiene per BeFree contro la violenza sulle donne finanziando la “Casa delle donne nella Marsica”. «Una felicità leggera leggera» è il romance intimistico pubblicato con Le Mezzelane, a cui è poi seguita l’uscita del suo ultimo romanzo: «Ritrovarsi», sempre con Le Mezzelane, per la collana Live&Love. Di prossima uscita un romanzo mainstream e un fantasy per ragazzi.

È una delle 4Writers, le quattro autrici che hanno dato vita al volume di «4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate» (edizioni Arpeggio Libero) che con le vendite sostiene il lavoro di supporto della Casa delle donne nella Marsica, del centro antiviolenza BeFree.

È stata ospite alla kermesse culturale di «Eva e le altre», svoltasi a Caprarola (Viterbo) nel giugno 2018, portando testimonianza circa il suo lavoro di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere e sul femminicidio, parlando del suo racconto presente nel volume «4 Petali Rossi» e di molto altro ancora.

Qui gli estratti della sua intervista.

***

Molto spesso la guerra include nelle armi di distruzione e offesa lo stupro etnico . Quello che descrivi è molto recente e a poca distanza dal nostro Paese. Sono questi i motivi che ti hanno spinto a fare questa scelta o qualcosa di più personale ti ha motivato?

LORIANA LUCCIARINI: Ho scelto di trattare questo argomento perché dalla forza di quelle donne, che hanno portato in tribunale i loro aguzzini, si è avuta la prima sentenza che condanna lo stupro come crimine contro l’umanità. Un tassello importante mondiale per la giurisdizione e il diritto.

Poi, certo, mi ha molto stupito che di queste efferate vicende di guerra e in zone così vicine a noi, non se ne sia parlato nei tg dell’epoca. O almeno io ricordo così, solo dopo sono emerse informazioni sulle atrocità commesse.

Da subito si evidenzia il tuo lavoro di ricerca: quanto tempo hai impiegato per raccogliere il materiale necessario e quali fonti hai consultato?

LORIANA LUCCIARINI: Ho impiegato mesi nella ricerca delle informazioni storiche. Ho spulciato notizie su internet, i blog della cooperazione, ho consultato gli atti del processo, ho letto le testimonianze delle vittime. Mi ci sono voluti giorni prima di potermi riprendere dall’orrore che ho visto scorrere davanti ai miei occhi. Il racconto poi, in realtà, l’ho scritto in meno di tre giorni.

Nel racconto, la violenza psicologica a lento rilascio va di pari passo con quella fisica. Per te è così o addirittura, se possibile, superiore?

LORIANA LUCCIARINI: La violenza ha varie facce e tutte prevedono un abuso, fisico o psicologico. Quello fisico è immediato, si percepisce subito, lo si vive nella sua drammaticità fino in fondo. Quello psicologico è molto più subdolo, s’insinua nella coscienza, arriva da manipolatori sottoforma di gashlighting o stalking o isolamento forzato. Ma anche la violenza psicologica colpisce nell’anima e nel corpo: le reazioni nel lungo periodo sono quasi le stesse di una violenza fisica.

Ho cercato di immedesimarmi nel mio personaggio, Selina è giovanissima – ha 13 anni – e subisce tutto questo come una condanna. Ho letto che moltissime vittime non hanno retto alla vergogna e al dolore e si sono uccise. Selina volevo sopravvivesse. Volevo fosse esempio di forza e coraggio e anche di rinascita. L’unico modo che ho immaginato per lei di superare l’orrore dello stupro è stato quello di farla estraniare dalla sua storia e da se stessa, cacciando il vissuto in una cantina buia e buttando la chiave per portare avanti una vita fatta d’oblio, pur di andare avanti.

Dopo aver scritto il racconto, il mio amico psicologo che mi supporta durante le presentazioni di 4 petali rossi ha spiegato che è esattamente così che una vittima fa pur di sopravvivere all’orrore: si dissocia da esso e da sé, vivendo un disturbo post traumatico da stress anche dopo anni con la stessa vividezza di allora. Esattamente come accade a Selina.

Il tuo racconto porta un messaggio di speranza , di rivalsa, senza vendetta. La memoria, secondo te, anche in tutta la sua violenta e atroce verità, è fondamentale per il riscatto delle vittime?

LORIANA LUCCIARINI: Ne sono profondamente convinta. Quelle donne, terrorizzate dalle violenze e dalla presenza degli aguzzini nella stessa stanza del tribunale (aguzzini che, ricordo, giravano indisturbati fino al giorno prima nella città e che le vittime hanno sempre rischiato  di incontrare) hanno trovato la forza proprio in queste motivazioni.

Il diritto, il ricordo, la condanna morale e giuridica sono un tassello importantissimo per conquistare diritti.

C’è ancora tanto da fare per la tutela delle vittime di violenza, grazie a loro abbiamo raggiunto un traguardo importantissimo.

Dobbiamo riconoscere che il tutto si è svolto sotto lo sguardo indifferente di molte nazioni, la nostra compresa. Sappiamo di associazioni che si sono costituite in un secondo momento per sostenere le vittime ed i loro bambini. Ecco questo è un altro aspetto terribile: gli orfani. Non hai volutamente approfondito il tema? Perché?

LORIANA LUCCIARINI: Le connotazioni e gli sviluppi rispetto alle violenze subite erano tantissime. Ho dovuto fare una scelta contenutistica ma anche legata alla brevità del racconto; altrimenti avrei scritto un romanzo. C’erano tanti aspetti che avrei voluto approfondire ma che ho dovuto escludere per questi motivi. Non solo i figli della violenza ma anche la reazione delle famiglie rispetto a figlie, mogli, sorelle violentate e quindi diventate “terra impura”.

Le conseguenze della violenza che non sono state solo fisiche ma anche morali, tanto da portare al suicidio tantissime vittime che non hanno retto l’umiliazione sociale della violenza, impossibilitate a rientrare nel loro nucleo familiare perché ripudiate.

La violenza di guerra è stata scientificamente studiata e messa in atto come strumento di guerra: i serbo bosniaci sapevano bene che la vittima sarebbe stata vittima due volte: per mano loro e per mano della società musulmana, che ha profondi e radicati precetti morali. Per non parlare poi delle violenze perpetrate contro alcune donne, costrette a portare avanti gravidanze indesiderate e fatte partorire solo per “contaminare” la donna musulmana e generare figli del nemico.

Le vittime che non si sono uccise sono infine impazzite, incapaci di portarsi addosso un fardello così importante.

Fortunatamente in tante hanno trovato supporto dalle associazioni non governative, dai patti dopo la fine della guerra, che le hanno fatte emigrare in altri stati, come per Selina che giunge infine in America. Ciò ha permesso ad alcune delle vittime di riappropriarsi di una vita – seppur distrutta e a brandelli – da ricostruire.

La tua vita si divide tra l’attività di scrittrice e quella di impiegata e militante in un sindacato. Il tuo è un punto di vista ampio ma molto realistico. Il progresso e l’emancipazione non arrestano la violenza sulle donne. A che punto siamo e, soprattutto, come vedi il futuro?

 LORIANA LUCCIARINI: La violenza non si ferma, anzi, ormai siamo a ritmo di una donna uccisa ogni giorno mentre prima le statistiche parlavano di una donna ogni tre giorni.

Il problema è culturale e relazionale. Finché si continuerà a ragionare in base a retaggi del patriarcato alla donna come proprietà dell’uomo, coltivando l’incapacità di rispettarla come persona e accettarne le scelte – anche non condivise – sarà per gli uomini impossibile non ricorrere all’esplosione della violenza.

Sostengo da tempo la necessità di trovare sinergia in vari campi,

  • aumentando le pene per gli stalker e i violenti,
  • supportando l’importante lavoro dei centri antiviolenza anziché chiuderli,
  • formando le forze dell’ordine per un riconoscimento immediato delle situazioni di violenza e un intervento reale a tutela della donna vittima,
  • aumentando le misure di prevenzione e difesa delle donne che subiscono molestie e stalking ripetuto,
  • condannando con pene certe e esemplari gli uomini violenti,
  • cambiando modo di informare e raccontare la violenza, senza spettacolarizzazione o narrazioni tossiche.

Ma tutto questo rischia di essere vano se non operiamo una grande opera di cambiamento culturale, di cui l’educazione emotiva è l’arma principale perché consente alle nuove generazioni di vivere una relazione nel rispetto dell’altro, evitando situazioni di violenza.

Come vedete, c’è tantissimo da fare ma possiamo farlo tutti insieme, ognuno con le sue spinte, motivazioni e competenze. Perché la società siamo tutti noi e insieme possiamo cambiarla, a fatica, ma possiamo.

(un ringraziamento a Nicoletta Pizzi e Angelo Borgna per l’intervista, realizzata durante «Eva e le altre» 22 giugno Caprarola, Vt)


composit SBT

*“4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate” nasce da donne per le donne. 4 autrici, sparse come puntini distanti lungo il nord e il sud d’Italia, 4 amiche e donne che decidono una sera di fare qualcosa per contrastare il fenomeno. In che modo fermare il femminicidio, la violenza sulle donne? Noi potevamo farlo con la nostra arte: lo scrivere. Abbiamo deciso quindi di realizzare un’antologia di racconti, decidendo fin da subito di non voler guadagnare nulla dalla vendita del volume, destinando i nostri proventi a un progetto a sostegno delle donne maltrattate. Abbiamo quindi ragionato sui vari tipi di violenza e ognuna di noi ha deciso di affrontare un argomento che sentiva più consono. Nascono così le 4 storie di 4 Petali, le storie di Gaia, Anne, Selina e Alba, donne come noi. Successivamente è intervenuto l’editore, Arpeggio Libero, che  ha deciso di pubblicare il volume destinandone i guadagni allo stesso fine: anche loro si sono trovati d’accordo a devolvere il totale del prezzo di copertina per il sociale. Si è scelto allora come destinare i fondi: supportando la cooperativa sociale Befree nello specifico nella casa rifugio che ha da poco aperto nella Marsica. Questa casa rifugio, anche grazie a noi ha finora ospitato 70 donne con i relativi figli, che si ricostruiscono e fuggono e ricreano un nuovo futuro per sfuggire alla violenza. Un bel progetto insomma, in cui crediamo tutti noi, fortemente e che è nato dalla voglia di fare davvero attivamente qualcosa. Anche la grafica che ha realizzato la copertina ha donato il suo contributo, questo per dire che le donne se vogliono creano splendide sinergie e collaborazioni!

Di cosa parlano le storie di 4 Petali?  Abbiamo voluto raccontare quattro dei tanti modi in cui la violenza si esplica. Le nostre protagoniste si ritrovano ad affrontare la violenza fisica o psicologica, o entrambe, tentando di reagire. Reagire, sì, perché oltre a sensibilizzare volevamo dare speranza a chi legge: dalla violenza, se non si è lasciate sole e si può contare su chi ci può aiutare, se ne esce, se ci si muove per tempo. Ecco perché all’interno del volume c’è anche un piccolo manuale sos, scritto dalle operatrici del centro antiviolenza, per dare a tutti le informazioni adeguati su come aiutare una donna a noi vicina, vittima di violenza.

La storia di Arianna Berna (Bella da rubare) affronta il tema dell’utilizzo del corpo femminile e della sua mercificazione. Gaia si ritroverà suo malgrado vittima di attenzioni morbose e giudizi perentori per una foto osé pubblicata sui cartelloni di mezza città, senza che lei abbia mai dato il consenso e vivendo, quindi, profonda crisi personale e emotiva su una violazione che solo virtuale ma che tocca anche la sfera intima, personale, quasi come una violenza fisica.

Il racconto di Monica Coppola (L’equilibrio perfetto) racconta la subdola manipolazione da parte di un uomo narcisista e violento, che sfocia in un femminicidio.

Il coraggio di raccontare, scritto da Loriana Lucciarini, parla dello stupro di guerra durante il conflitto nella ex Jugoslavia, a pochi chilometri da noi.

L’ultimo, scritto da Silvia Devitofrancesco (Una gabbia di vita) affronta le relazioni morbose, quelle esclusive che portano all’isolamento, dove troppo spesso il controllo viene scambiato per protezione in una distorta idea dell’amore.

LINK PER L’ACQUISTO

[news] – L’anno di Loriana Lucciarini | Un 2016 pieno di parole, sogni, inchiostro, scrittura… |

Nel post pubblicato su Magla, l’isola del libro «Cosa fanno le  Maglozze?» si racconta l’anno appena passato, il 2016, per fare il punto della situazione librosa e creativa delle quattro admin del gruppo. Ecco il 2016 di Loriana Lucciarini!

potete  leggerlo qui –> http://maglalibri.blogspot.it/2017/04/news-cosa-combinano-le-maglozze-lanno.html

o qui di seguito…


dal post originale di Magla

Cosa è successo nell’ultimo anno alla Maglozza Loriana?

Quali progetti creativi ha portato avanti la nostra vulcanica Lollyna?

Per la Maglozza Loriana il 2016 è stato pieno di progetti, impegni e anche soddisfazioni.
A giugno è stato PUBBLICATO il suo fantasy per ragazzi, con Arpeggio Libero editore: “Una fantastica caccia al tesoro”

 

OSPITE al Caffeina Festival, in due occasioni: per presentare l’antologia solidale contro la violenza sulle donne “4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate” e, successivamente, per illustrare, assieme a Marta Tempra, le favole per Emergency, sempre edizioni Arpeggio Libero
E’ stata tra gli autori del Pitch & Drink organizzato dalla FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) e mEEtale, con un evento online a Roma, con la partecipazione di Nicky Persico.
Ha partecipato a seminari e workshop EWWA (European Writing Women Association), alcune volte da fruitrice, altre volte come oratrice. A dicembre, infatti, ha presentato il progetto di “4 Petali Rossi”, al seminario Ewwa-Wgi “Narrare la violenza” nella prestigiosa sede della Treccani di Roma.  LEGGI L’ARTICOLO QUI
Per tutto il 2016 è stata impegnata nella promozione del progetto di “4 Petali Rossi”, girando in lungo e in largo per l’Italia.

Ha partecipato a vari CONCORSI, classificandosi come finalista e vincendone alcuni. Vediamo quali:

vincitrice dell’Award mEEtale come “regina del self publishing” con il suo romanzo “Una felicità leggera leggera”;
– vincitrice in ben due sezioni del concorso indetto su mEEtale da Le Mezzelane, vincendo un contratto di pubblicazione editoriale che prenderà vita a fine 2017;
– 2° posto al concorso Triskell “Fiori d’acciaio” con il suo romanzo “Una felicità leggera leggera”;
– 3° posto al Premio Marudo 2016, con il suo racconto “Askash e i tre doni”;
– finalista al concorso poetico letterario organizzato da Le Mezzelane e per questo inserita nell’antologia poetica “La pelle non dimentica” in tema violenza sulle donne.
Ha inoltre aderito a numerose ANTOLOGIE di beneficienza e poetiche, con i suoi racconti e poesie.
E’ stata tra le ORGANIZZATRICI, anche per quest’anno, dell’evento mondiale di poesia dei 100 Thousand Poetry (100TPC), realizzando un evento web on line. SCOPRILO QUI!
Inoltre, si è fatta promotrice della I edizione 100 Thousand Poetry Monterosi (Viterbo), con il patrocinio del Comune di Monterosi e l’organizzazione dell’Associazione Biblos. LEGGI L’ARTICOLO QUI

Ha poi ideato e realizzato il concorso letterario, assieme alle altre autrici di “4 Petali Rossi” dal titolo: “Le parole, il cuore, le idee per fermare la violenza” SCOPRI LE INFORMAZIONI SUL PROGETTO.

Il concorso, svoltosi su mEEtale, ha visto la premiazione degli autori finalisti e la pubblicazione di un ebook, le cui vendite sosterranno una campagna di sensibilizzazione sui social network di prossima realizzazione.  SCOPRI I VINCITORI!
 
E, per concludere questo scoppiettante 2016, a dicembre ha presentato la sua favola “Si può volare senza ali” per Emergency e il fantasty per ragazzi “Una fantastica caccia al tesoro presso la Biblos di Monterosi. Nello stesso mese ha partecipato a Più libri più liberi di Roma, con eventi dedicati allo stand di Arpeggio Libero editore.
ACQUISTA LA FAVOLA PER EMERGENCY QUI
La nostra Maglozza ha, inoltre, SCRITTO tantissimo!
Ha iniziato la sua collaborazione con il web magazine de Gli Scrittori della porta accanto 
CLICCATE QUI PER LEGGERE TUTTI I SUOI ARTICOLI!  e… ha concluso ben due nuovi romanzi, uno di narrativa e l’altro fantasy per ragazzi, con due co-autrici d’eccezione, di cui presto vedremo i frutti in libreria!

Nonostante tutto… moltissimi sono i programmi per il prossimo anno, quindi non perdete quanto questa eclettica e vulcanica autrice sta realizzando!! 😀

💫 Seguitela sul suo sito, qui  
      O nel suo blog “Scintille d’Anima”, qui 

💫 Visitate la sua pagina autrice nel sito di Arpeggio Libero, qui  

In questo ultimo anno Loriana Lucciarini ha…
scritto nuovi romanzi, due per la precisione: un fantasy con Sabrina Cau e uno con Laura Bassutti; ha collaborato poi con un nuovo web magazine;
✔ ha organizzato eventi poetici e concorsi letterari;
✔ ha pubblicato il fantasy per ragazzi: “Una fantastica caccia al tesoro”;
✔ ha vinto concorsi letterari e premi con i suoi racconti e romanzi;
✔ è stata ospite a importanti eventi culturali, quali Caffeina e il Pitch&Drink della Fuis, ha presentato il suo volume contro la violenza sulle donne al prestigioso seminario Ewwa-Wgi;
✔ ha partecipato a tante iniziative solidali e di beneficenza, donando i suoi racconti per cause sociali;
✔ ha girato l’Italia raccontando le storie di “4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate”, il volume che ha ideato e realizzato assieme alle 4writers e Arpeggio Libero, che sostiene il lavoro di un centro antiviolenza;
✔ era alla fiera del libro Piu libri più liberi di Roma con tutte le sue pubblicazioni di narrativa, targate Arpeggio Libero.