[becoming writer] – Al via la prima edizione del Premio EWWA

È con orgoglio che faccio parte di questa Associazione, la EWWA.

Ormai è un po’ che lo sapete, vero? 😀

Oggi sono felice di annunciarvi che EWWA ha dato il via alla prima edizione del Premio nazionale, un premio prestigioso di cui vi parlo qui…


A tre anni dalla sua fondazione, EWWA – European Writing Women Association – indice la prima edizione del PREMIO LETTERARIO EWWA, con il Patrocinio della Regione Lazio e la collaborazione di Amazon Publishing.

La partecipazione al Premio EWWA è gratuita e aperta a tutti, donne e uomini purché maggiorenni (indipendentemente dall’iscrizione all’Associazione EWWA).

Si richiede un’opera inedita di narrativa di lunghezza compresa tra 120 e 150 cartelle (ovvero tra 250.000 e 300.000 caratteri spazi inclusi), senza preclusioni riguardo al genere letterario. L’opera dovrà attenersi strettamente alla tematica: “Storie di rinascita. Le sfide e le cadute, gli ostacoli e i traguardi nel cammino di una donna”.
Le opere dovranno essere inviate all’indirizzo di posta elettronica ewwa.premio@gmail.com in formato digitale (pdf o word) entro la data del 30 dicembre 2017.

La Giuria che selezionerà le opere è composta da: Giulia Alberico, Carlo Animato, Carla Cucchiarelli, Cecilia D’Elia, Elisabetta Flumeri, Giulio Leoni, Alessandra Tavella, Maria Paola Romeo.

Il primo romanzo classificato verrà pubblicato sia in formato cartaceo sia in formato digitale da Amazon Publishing. L’autrice/autore riceverà una targa e un dispositivo e-reader Kindle offerto da Amazon Publishing. Le autrici/autori del secondo e del terzo romanzo classificati riceveranno una targa e un dispositivo e- reader Kindle offerto da Amazon Publishing.

Per dare risalto alla lotta contro la violenza di genere verranno anche assegnate cinque Menzioni a titolo di encomio per il lavoro svolto sui temi del femminicidio e della violenza sulle donne in ambito sociale e della comunicazione attraverso la produzione di articoli giornalistici, report


Tutte le info, regolamento e schede qui

 

[news] – Donne contro il Femminicidio #5: le parole che cambiano il mondo con Loriana Lucciarini | intervista su Oubliette Magazine

LEGGI TUTTA L’INTERVISTA QUI

Loriana Lucciarini ospite di Oubliette Magazine, intervistata da Emma Fenu per parlare di femminicidio, cultura e società | ECCONE UN BREVE ESTRATTO |

«Femmina»

Se escludo questa parola dal suo legame semantico e dal valore che la società attribuisce al termine e lo “ascolto” per come lo percepivo da piccola, esso ha per me una connotazione positiva. Racchiude tanto di buono – la natura, la bellezza, la forza, la protezione, l’indipendenza – legato a una sola immagine: la potente leonessa che vive in gruppi familiari, assieme ad altre leonesse, indomabile e fiera, indipendente, che basta a se stessa.

La  leonessa, forte, materna, coraggiosa e libera è per me l’emblema della femmina in natura.

Ma il termine femmina, riferito alle donne, si sporca e diventa sinonimo di altro, perde fierezza, passione e forza e s’incupisce, trasformandosi in gabbia. Perché la società mette cappi, catene. E femmina per le donne acquista valenza negativa, trasformando l’individuo in oggetto, terra di conquista, genere da predare e sottomettere, al quale togliere la libertà, la forte indipendenza, la dignità di essere sé.

Ecco perché, ormai da molti anni, vivo e percepisco questa parola in modo ambivalente: perché questo secondo significato, che arriva sempre dopo ma s’impone nella mia testa in modo violento, ha termini umilianti che si legano al primo annullandolo, arrivando a imporre solo il valore negativo, che mi ferisce e mi irrita. (…) | LEGGI TUTTO

[news] – Loriana Lucciarini su Radio Big World nella trasmissione “RadioBook” di Giulia Mastrantoni | intervista, scrittura &letture

Senti il poadcast della trasmissione

Loriana Lucciarini ospite da Giulia Mastrantoni nella trasmissione “RadioBook” – puntata n. 12, per parlare di scrittura,  lettura, donne, cultura, emozioni e tanto altro ancora!

Lettura di un estratto de “Il cielo d’Inghilterra”

Intervista su scrittura, mondo femminile e progetti…

Che aspettate ad ascoltarmi? Cliccate –> qui!!

Tutte le puntante di RadioBook invece –> qui

[news] – Loriana Lucciarini ospite a RadioVirus per parlare dei suoi mondi di carta e inchiostro & iniziative solidali

ASCOLTA IL POADCAST DELLA TRASMISSIONE RADIO

Loriana Lucciarini ospite a RadioVirus, la trasmissione di Damiano-Manu-Gee che, come promettono i conduttori radiofonici è…

un programma resistente agli antibiotici. Dal lunedì al venerdì, dalle 19:30 alle 21. In replica la mattina dalle 6:30 alle 8!

Loriana è stata ospite per parlare dei suoi mondi di carta e inchiostro, dalle favole all’antologia solidale 4 Petali Rossi contro la violenza sulle donne. RadioVirus è un programma radiofonico di RadioTime. [ascolta qui l’intervista]

[premi] – Premio Città dei Papi: premiata Loriana Lucciarini con onoreficenza al merito!

Nella suggestiva location all’interno del quartiere medievale di San Pellegrino, nel Palazzo dei Papi, a Viterbo, si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio Città dei Papi, organizzato dal Caffé Letterario di Viterbo, con il patrocinio della città.

Qui, Loriana Lucciarini è stata premiata con onoreficenza al merito per il proprio contributo in ambito culturale e letterario, svolto con 4 PETALI ROSSI, FRAMMENTI DI STORIE SPEZZATE, il volume di Arpeggio Libero contro la violenza sulle donne che sostiene la Casa delle donne nella Marsica di BeFree.

Una gran bella soddisfazione!


tratto dall’articolo di TusciaWeb

Viterbo – “La prima edizione del premio Città dei Papi organizzata dal Caffè Letterario di Viterbo è terminata: un grazie di cuore a tutti i soci che hanno contribuito a rendere reale un sogno che sembrava impossibile”. Queste le parole di chiusura di Ettore Cristiani, presidente dell’associazione Caffè Letterario di Viterbo e patron della prima edizione del premio Città dei Papi, terminata sabato 8 aprile nella prestigiosa sede della sala Alessandro IV di Palazzo dei Papi, a Viterbo. Una due giorni in cui, nella mattina del 7 aprile, si sono alternati incontri riservati agli studenti con temi di interesse giovanile, con l’associazione nazionale di Giornalismo Scolastico e Luca Zoncheddu, educatore professionale Asl Viterbo.

Nel pomeriggio il giornalista Federico Usai ha presentato l’assegnazione delle Onorificenze di Merito a chi si è maggiormente distinto nell’ambito letterario, artistico, ambientale, turistico, fotografico, finanziario e culturale: Stefano Lecchini, Marta Tempra, Piero Mannuccia, Priscilla Murli, Rosanna Papalini, Carlo Panza, Michele Furci, Federica Marchetti, Luciano Dottarelli, Micaela Marziantonio, Luca Salvatelli, Armando Tortora, Loriana Lucciarini, Maria Grazia Fontana, Alessandro Maurizi e Mario Di Sorte, Giovanni Zanobi, Franco Giuliani, Dora Addeo. L’allegria dei canti e dei balli della Compagnia delle Lavandaie, presentate dal professore prof. Rino Galli, sono stati un simpatico e colorato intermezzo del pomeriggio di venerdì.

Sabato mattina, 8 aprile, Mariella Zadro, Formatrice Irsae Lazio, ha tenuto un incontro sul tema “Metti il bullo…nella rete” mentre Lazzaro Pappagallo, segretario dell’Associazione Stampa Romana, ha parlato dell’informazione 2.0. Nel pomeriggio di sabato Sabrina Mechella, giornalista ambientale, ha moderato gli incontri tenuti da Vincenzo Ferrara, scienziato e climatologo dell’Enea, sul tema “Come cambia il clima e il gusto del cibo”, il “laboratorio del gusto: cosa c’è nel piatto”: con Claudia Storcè, presidente Slow Food Viterbo e “Aspetti nutrizionali di una corretta alimentazione”, a cura della professoressa Annamaria Garzillo.

A chiusura della kermesse l’assegnazione dei cinque premi “Città dei Papi” a coloro che hanno contribuito alla promozione del territorio della Tuscia. Don Luigi Fabbri consegnato una statuetta raffigurante il gatto nero, simbolo del Caffè Letterario, a Francesco Bigiotti, sindaco di Bagnoregio: “Mi è stato consegnato il “Premio Città dei Papi” per l’eccellenza amministrativa. Pur consapevole della troppa generosità nei miei confronti, non posso che essere orgoglioso, a nome della mia città, di questo prestigioso riconoscimento” ha commentato il primo cittadino. E’ stata poi la volta dell’associazione “Le chicche della Tuscia”, premiata da Claudia Storcè e di Giovanni Zanobi, presidente di Harley Davidson Club di Viterbo, accompagnato da un nutrito gruppo di bikers che hanno riempito con le loro bellissime due ruote piazza san Lorenzo, premiato dallo scrittore Alessandro Maurizi.

L’assessore comunale Antonio Delli Iaconi ha assegnato la statuetta alla preside del Liceo artistico Orioli di Viterbo, Simonetta Pachella: “Ragazzi speciali che hanno lavorato con passione, supportati dal designer Luca Occhialini, per realizzare le sculture in polistirolo che avete visto in piazza San Lorenzo e qui nella sala, oltre alle statuette dei premi» ha sottolineato la preside. Andrea Baffo e Filippo Rossi, rispettivamente presidente e direttore artistico di Fondazione Caffeina Cultura, hanno chiuso la serata, ritirando il premio da Ettore Cristiani per il successo conseguito dalla manifestazione Caffeina Christmas Village: “Siamo grati del riconoscimento – hanno affermato i premiati – e, agganciandoci a quanto detto dal sindaco Bigiotti, siamo convinti che ci vuole impegno per dare vita e slancio alle città. Perché la bellezza da sola non basta, ci vuole passione, bisogna rischiare e avere anche un po’ di follia quanto basta per credere in un sogno”.

 

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Rassenga Stampa [ne parlano qui]

TusciaWeb

La Fune.EU

OnTuscia

Ewwa

ViterboPost.it

NewTuscia

ReteLuna

TusciaWeb

[eventi] – Loriana Lucciarini stasera su RadioVirus per parlare di scrittura solidale e storie di violenza e rinascita di donne

18052291_438946816458087_558432924_o

Stasera accendete la radio, ascoltate RadioVirus e l’intervista alla sottoscritta! Si parlerà di 4 PETALI ROSSI il volume che sostiene il centro antiviolenza BeFree, 4 racconti di violenza di genere. Un progetto che sensibilizza sul tema ma concretamente fa qualcosa di importante: le vendite sostengono la Casa delle donne nella Marsica, la casa-rifugio di BeFree!! 😀

>> 19.30/21 RadioVirus https://www.facebook.com/radiodna

>> in streaming audio e video su http://www.radiotime.it

 

Lasciatevi contagiare dal fenomeno virale che #radioVirus ha messo sotto analisi questa settimana. I #LIBRI, tanto odiati a scuola, tanto amati da chi ha trovato rifugio nella lettura, vitali eppure spesso dimenticati. In diretta dalle 19:30 su Radio Time, gli #OGM si catapulteranno tra sintomi virali molto vari di questo fenomeno, tra le interferenze poco gradite di sponsor del Brazikistan e di RADIO GENNARO UE, ma anche tra le parole di una scrittrice italiana che ha messo il suo talento al servizio di temi assai delicati, ovvero Loriana Lucciarini.

Con Damiano Manu Gee ai microscopi e Gabriele Lo Bianco in regia!
Ascoltateci sulle frequenze di RADIO TIME o su http://www.radiotime.it

In diretta dal lunedì al venerdì dalle 19:30 alle 21, e in replica la mattina dalle 6:30 alle 8!

Per comunicare con noi:
– scrivete qui sulla bacheca di RADIO TIME
– mandate un whatsapp al 3386252521
– scrivete via email a radiovirus@radiotime.it

#radiovirus #radiotime #intervista #lorianalucciarini #4petalirossi #4writers #arpeggiolibero #violenzasulledonne #befree

Questo slideshow richiede JavaScript.

[eventi] – PREMIO CITTA’ DEI PAPI: un calendario pieno di eventi e l’8 aprile l’ambito Premio. Loriana Lucciarini nella rosa dei candidati.

Eccoci, siamo arrivati! Venerdì e sabato prossimo si terrà la Prima edizione del Premio Città dei Papi di Viterbo, organizzato dal Caffé Letterario che mi vede tra i candidati per l’ambito Premio! 😀

Siete tutti invitati a seguire gli eventi in calendario e, se ci sarete, a fare il tifo per me! 🙂

Loriana

invito

 

Rassegna stampa | Ne parla:

New Tuscia    –   Viterbo News    –   On Tuscia   –  Tuscia Web

Tuscia Time    –  Evensi    –  Eventa    –   Global Press

[eventi] – 1° Aprile 2017 | Giornata mondiale Good Deeds Day | Loriana Lucciarini a Parco Leonardo (Roma) presenta “4 Petali Rossi” e “Si può volare senza ali”

loc lucciarini

Nell’ambito della manifestazione mondiale Good Deeds Day, anche quest’anno sarò con l’evento organizzato da Eidos in Rete.

Appuntamento ore 12:00 al centro commerciale Parco Leonardo (Fiumicino, Roma) per scoprire il progetto legato all’antologia “4 Petali Rossi” e le favole della collana “Di favole e di gioia” (entrambi edizioni Arpeggio Libero).

Il primo finanzia il lavoro della Casa delle donne nella Marsica del centro antiviolenza BeFree. La collana di favole invece supporta Emergency per progetti verso bimbi nei territori di guerra.

Tanti titoli, tante storie, un’unica emozione: quella di stare dalla parte giusta!

Siateci: vi aspetto in tanti!

Loriana Lucciarini

header

 

GUARDA LA FOTOGALLERY

Questo slideshow richiede JavaScript.

[eventi] – Ho incontrato Zafòn!

Scintille d'Anima

Ho incontrato Zafòn! 😀

Sì, l’ho incontrato!

Certo, ero assieme a più di quattrocento persone, in un incontro letterario organizzato per la rassegna “Libri come 2017” presso l’Auditorium parco della Musica di Roma, ma l’emozione è stata ugualmente intensa e forte. Vale poterlo raccontare, no? 😉

Zafòn, non ne faccio mistero, è uno dei miei autori preferiti per la grande capacità di creare atmosfere con le parole e descrizioni piene di intensità. Tralasciando il genere, che a me – come lettrice – non è particolarmente congeniale, gli riconosco la capacità di sentirlo vicino come narratore per le sue qualità letterarie e per l’abile uso delle parole che dosano emozioni. Potete immaginare, quindi, la mia felicità per questo incontro!

Dopo l’intervista ufficiale, con traduzione simultanea annessa, mi sono messa in fila per farmi firmare i suoi volumi e, nel nostro fugace vis-à-vis, gli ho potuto mormore un «Gracias por todos!» tentennante…

View original post 783 altre parole

[becoming writer] – “La Cassetta degli attrezzi: scrivere giallo” | workshop Ewwa

LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI

Appunti di Loriana Lucciarini durante il workshop Ewwa sulla narrazione in “giallo” | marzo 2017

 

ANTONIO DEL GRECO [INVESTIGATORE]

  • Nella realtà, le indagini iniziano nel modo classico, ma anche in quello più spettacolare (ad es. il caso della fuga dal carcere in elicottero o una sparatoria in mezzo alla città)
  • Occorre documentarsi prima della realtà operativa, per scrivere cose attinenti. L’attività principale del poliziotto è fatta di indagini d’ufficio, approfondimenti, ricerca di prove: tanta carta & documentazione per poi concludersi con l’arresto (in modo spettacolare o meno, meno è spettacolare più risulta riuscita l’operazione: se si arriva a sparare è un’operazione svolta male).
  • Le indagini sono cambiate nel 1981, con la riforma della pubblica sicurezza che ha militarizzato polizia, scientifica e altri corpi. Oggi si parte dalla tecnologia per arrivare a indagare (intercettazioni telefoniche, ambientali, luminol, dna…)
  • C’è forte antagonismo tra carabinieri e polizia, perché sono due unità separate, ognuna con necessità di portare risultati. Polizia e Carabinieri sono rivali: non collaborano praticamente mai. Quando si creò la Dia, l’unita interforze tra polizia, carabinieri, si pensava che le singole competenze dei vari corpi potessero essere messe a disposizione dell’unità ma questa venne malvista e chi ne fece parte non trovò da parte degli ex colleghi collaborazione alcuna.

Quali sono le situazioni irrealistiche spesso narrate in un giallo?

  • Quando si interroga un sospettato la polizia non parla: chiede. Non spiega: vuole risposte. La scena dove la polizia fa il “riassunto” di quanto è avvenuto è un grave errore;
  • La scena con l’irruzione della polizia armata fino ai denti, che viene tenuta in scacco da un solo malvivente è irreale. Anche la pistola puntata contro non è una procedura standard della polizia, le pistole sono sempre rivolte in alto.

 

ANNA MARIA ANSELMI [CRIMINOLOGA]

  • Il criminologo cerca di entrare nella testa del reo per capire perché lo fa. Entra nei ragionamenti del criminale scevro da giudizi, con atteggiamento neutro, non giudicante.
  • C’è differenza tra criminalistica e criminologia. La prima è lo studio empirico del reato (analizzare la scena del crimine), la seconda è l’analisi della psicologia del reo.
  • Ci sono due teorie principali sui criminali: si nasce o si diventa.
  • La Teoria di Lombroso dice che criminali si nasce e chi ci nasce lo sarà per sempre, non può essere recuperato. Questa teoria afferisce agli studi sulla corteccia cerebrale (sulla corteccia prefrontale, sulla migdala che se inferiore a tot. misurazione stabilisce scientificamente che siamo di fronte a un personaggio nato criminale. Una delle classi criminali irrecuperabili che nasce così sono i pedofili. Questa teoria, svalutata negli ultimi anni, recentemente è stata invece portata nuovamente all’attenzione con nuovi studi che ne attestano la validità.
  • L’altra teoria è quella che criminali si diventa a causa di stimoli ambientali, culturali, per insieme di casualità o per sopraggiunti eventi che modificano la personalità del soggetto, che portano un individuo a delinquere. Ad esempio, la personalità può cambiare completamente a causa di un trauma lobofrontale: toglie le inibizioni e la capacità di controllo, ci si trasforma in violento e aggressivo. Anche i suicidi possono essere indotti da valori alterati nel sangue di determinati elementi.

 

Quali sono le situazioni irrealistiche spesso narrate in un giallo?

  • non esiste che un criminale confessi durante un processo: è sicuramente d’impatto emotivo e può essere considerata una scena clou ma nella realtà ciò non accade mai;
  • un serial killer non lascia la “firma” sui propri delitti: l’unico – raro – caso in Italia è il mostro di Firenze (che tagliava il seno sinistro alle vittime); Stevanin ad esempio (che si racconta usasse il filo del telefono per strangolare le sue vittime e inizialmente si era pensato fosse questo il suo modus operandi, in realtà le uccideva con cose che aveva a portata di mano, non era quindi intenzione del serial killer lasciare una firma, un segno, un indizio agli inquirenti). Nella narrazione invece spesso è sottolineato il modus operandi sempre uguale ma è una grave inesattezza;
  • il serial killer non lascia indizi per sfidare la polizia; certo può lasciare tracce corporali quando compie il reato, ma non altro;
  • l’omicida non si trasforma, non cambia il suo modo d’essere durante l’omicidio (i suoi percorsi mentali e le sue fobie si ritroveranno anche nel modus operandi del crimine e qui sta alla criminologia carpirne i segnali);
  • l’omicida interagisce sempre con la vittima e la scena del crimine riporta il contatto/scambio tra omicida e vittima (ed è qui che entra in gioco la scientifica);
  • le procedure dei rilievi sono molto delicate ed è difficile che la scena del crimine resti incontaminata, per questo è arduo trovare il famoso Dna perché si contamina facilmente;
  • l’interrogatorio durante il processo (quello fatto dall’avvocato) va condotto in modo preciso, secondo regole ben definite: non deve far trapelare le emozioni di chi fa la domanda, non deve indurre a informazioni soggettive, si analizza l’esposizione dei fatti, non posso essere fatte domande suggestive che suggeriscono una visione parziale, limitata e non obiettiva dei fatti e che possano instillare già possibili risposte, facendo capire cosa vogliamo sentirci dire.

ROSSANA CECCHI (ANATOMOPATOLOGA)

  • All’inizio la medicina legale non era conosciuta. Oggi è conosciutissima.
  • Il medico legale e l’anatomopatologo non sono la stessa figura, trattano entrambi la morte e la causa del decesso ma in modo e con tecniche differenti. Le figure sono: Patologo forense (medico legale) / Psichiatra forense (tipo criminologo, è una figura particolare e ce ne sono pochissimi in Italia) / Anatomopatologo
  • Il lavoro studia le cause di morte e si occupa di identificare le vittime che possono essere:
  1. morte naturale
  2. morte violenta
  3. morte accidentale
  4. morte suicidiaria
  5. morte omicidiaria
  6. morte iatrogena (per errore medico)
  • Lavora in sala SETTORIA, in laboratorio ANTROPOLOGIA FORENSE o nel laboratorio TOSSICOLOGICO;
  • spesso i patologi forensi non vengono chiamati durante i rilievi ed è un errore, perché la scena del crimine “parla” ed è il primo passo per comprendere ciò che è accaduto al cadavere, dopo i rilevamenti medici (che sono una parte successiva e che invece, quasi sempre, si trovano a compiere da qui in poi);
  • valutare i tempi di morte non è così facile come viene descritto e tale valutazione è soggetta a tantissime variabili: la temperatura esterna, se il corpo è stato spostato, se sono intervenute mutazioni ambientali (ad esempio, se è stata aperta una finestra qualche ora prima, che prima invece era chiusa);
  • spesso la scena del crimine è “contaminata” dagli stessi agenti di polizia che intervengono e senza preparazione spostano cose o creano ancora più confusione;
  • si utilizzano foto e videoriprese per prendere indizi sulla scena del crimine. Le foto vengono fatte prima allargate e poi nel dettaglio (questo i patologi forensi lo fanno per il loro lavoro); in questo modo la descrizione tecnica del rapporto è cambiata: prima doveva essere molto dettagliata anche nella descrizione delle ferite ora, con il supporto di foto e video digitali, non è più necessario scrivere rapporti lunghi e descrittivi, quando ci sono le immagini allegate;
  • troppo spesso il patologo che fa l’autopsia e il sopralluogo si vede poi sostituito da altri colleghi;
  • Il patologo forense ha EMPATIA verso la vittima, quando era viva e SCIENTIFICITA’ nell’approccio con il cadavere per coglierne le risposte e gli indizi;
  • l’identificazione delle vittime avviene in caso di cadavere reso irriconoscibile da agenti esterni (pioggia, caldo, acqua, terra) o in caso di cadaveri depezzati (cioè non integri, di cui si hanno solo alcuni brandelli o parti di corpo; non sempre a opera di killer ma anche per colpa di agenti esterni: lunga permanenza in mare, terremoto, esplosione ecc.). In questo caso il lavoro parte con il colloquio con i parenti, per avere informazioni fisiche (che spesso queste persone non sono in grado di dare perché in ansia per la sorte dei propri cari, i ricordi sfuggono così come la specificazione dei particolari fisici; allora con tatto e attenzione psicologica, parlando sempre al presente e mai al passato, si fanno loro domande sulla vita dei congiunti, sui loro hobby e passioni, tanto da farli rilassare e questo aiuta a far risalire particolari. Da qui parte anche dell’elaborazione del lutto. L’antropologo forense, per attuare il riconoscimento delle vittime, analizza anche le ossa per risalire all’età dello sconosciuto, alle possibili caratteristiche fisiche (se alto o basso, se con traumi pregressi che possono aiutarne l’identificazione), al tipo di razza e allo stato generale. Spesso i cadaveri sono resi irriconoscibili e si modificano se l’ambiente interviene a corromperli (ad es. naufragio in mare, i corpi subiscono il processo di saponificazione e diventano tutti uguali, irriconoscibili, in questo caso vanno analizzate le ossa: cranio, scheletro, denti per procedere alla loro identificazione);
  • Il DNA non è l’unica cosa che offre risposte e non è l’unica cosa da ricercare, spesso si contamina facilmente e non è attendibile

Quali sono le situazioni irrealistiche spesso narrate in un giallo?

  • Il patologo forense viene spesso rappresentato in letteratura e nel cinema come una figura banale, relegata in una stanza con il morto, invece è una figura fondamentale nelle indagini;
  • Il sopralluogo è fondamentale per reperire informazioni e prove sul crimine. Gli autori devono dettagliare bene questa fase durante la narrazione;
  • è importante sottolineare il rapporto che si instaura tra patologo e cadavere, il legame è profondo, c’è passione, amore per il cadavere perché questo parla, dice tante cose e il patologo ascolta, cerca di capire, c’è un dialogo intimo per entrare nella vita e negli ultimi istanti dell’esistenza di quel cadavere. Il patologo forense bravo è quello che è curioso ma mantiene sempre lo sguardo scientifico: il corpo umano è perfetto, bisogna conoscerlo e amarlo per la sua perfezione. Il patologo forense ama la sua esattezza, le risposte scientifiche e certe che esso dà in determinate condizioni. È quello che il patologo forense ama e la passione che lo anima.

MASSIMO LUGLI (SCRITTORE)

  • Una fiction non deve essere realtà, altrimenti non si chiamerebbe fiction ma questa deve essere attinente alla realtà, raccontare cioè cose PLAUSIBILI/PROBABILI;
  • la narrazione diventa plausibile se attinente alla realtà, al quotidiano. ATTINENZA ma anche FANTASIA per “scardinare” la troppa scienza, riuscendo (narrativamente parlando) a dare per scontata una verità che non è verità, ma racconto, romanzo;
  • Il male c’è sempre e alle volte si scatena: è importante la mediazione tra buio/luce, usare le sfumature, dare tridimensionalità ai personaggi e delle loro emozioni, per farli diventare soggetti a tutto tondo con luci e ombre, bene e male;
  • si può anche “copiare”, utilizzare una storia già raccontata ma farla propria, narrarla con il proprio talento modificandola per farla diventare unica, speciale, nuova.

Come farsi venire l’ispirazione?

  • Circondarsi di altre belle storie (oltre le nostre);
  • Cercare immagini che ci facciano calare nell’ambientazione di cui vogliamo scrivere (foto, dipinti, musiche – soprattutto se storici);
  • Vedere film attinenti per stimolare visivamente la capacità descrittiva (ad esempio i vestiti, le auto, le città);
  • trovare lo stile narrativo più giusto per quella storia;
  • progettare il romanzo dandogli una struttura e un’ambientazione consona.

Come scrivere un romanzo?

IDEA PRIMA: Chi, Quando, Cosa → si può riassumere in poche righe, ad esempio: “James ha 15 anni, vive a Oslo, negli anni Novanta”.

DRAMMA PRIMO: elemento che va a sconvolgere la routine del protagonista dando una sterzata improvvisa agli eventi, ad esempio: “ James scopre una lettera nascosta di suo padre, morto, indirizzata a lui, che contiene dei segreti”.

MESSAGGIO: è il messaggio che, col nostro romanzo, vogliamo far arrivare al lettore, va definito subito. Ad esempio: “ James scoprirà il valore dell’amore paterno risolvendo il conflitto con l’essere a sua volta padre”.

Focus GIALLO:

  • si parte da un cadavere (manca la scena omicidiaria);
  • si disseminano ad arte indizi (che il lettore di giallo segue con attenzione e sa raccogliere e riconoscere);
  • non si ha uno stile particolare.

Focus NOIR:

  • si sa subito chi è l’assassino (perché non è questo quello che conta);
  • si approfondisce lo scenario e l’ambiente nel quale il reato viene commesso.

AUGUSTO Q. BRUNI (SCRIPT EDITOR)

Una storia poliziesca è una storia di “detection”. Occorre:

  • trovare un protagonista della nostra storia (tra le figure professionali che eseguono le indagini nate dal Diritto moderno)
  • definire un delitto (crimine) COME? E PERCHE’?
  • decidere il colpevole (criminale) CHI È STATO?

     Chi è l’eroe?

     Che delitto? —-> problemi personali (ferita inconscia)

     Che finale? —> castigo o no?

      —> antieroe/odi /crimine=modalità, motivazione

     Epilogo

È necessario:

1 – decidere che tipo di storia usare

2 – spazio/tempo

3 – back story

4 – validazione degli indizi

Per il nostro protagonista occorre sapere che:

  • la sezione investigativa indaga e stana il colpevole;
  • la sezione operativa arresta, spara, insegue i malviventi

La figura può essere quindi: poliziotto professionale, detective privato, anatomopatologo, altro…

L’indagine è un processo mentale/intuitivo

L’indagine è simile alla CACCIA: conosci la preda (e le sue abitudini, l’ambiente dove si muove, le sue peculiarità) è uguale = a cercare gli indizi

fiutare e stanare la preda è uguale = trovare il colpevole, con il raziocinio e la vista, l’osservazione e l’intuizione

Va scelto anche in che modo vogliamo far percepire la storia al lettore. Questo lo si fa scegliendo il tipo di narrazione :

  • III persona (un narratore estraneo che parla del detective)
  • III persona con pdv interno (quello del detective, quello dell’assassino con i suoi deliri di onnipotenza, la sua tensione, la fuga, la paura di essere scoperto ecc.) questo tipo di tecnica viene usata per creare colpi di scena, trappola verso l’eroe, in questo modo il lettore di preoccupa, parteggia per l’eroe che ignaro corre il rischio, si sente frustrato quanto il personaggio…

Lo schema della detection può essere:

1) A TRIANGOLO CLASSICO «DELITTO E CASTIGO»

Con schema “consolatorio”, dove il colpevole alla fine viene scoperto e punito.

In questo tipo di storia ci sono elementi fondamentali:

  • il criminale non fa nulla, rimane nell’ombra e aspetta, convinto di non essere scoperto. Quindi fa tutto il detective e il criminale è passivo;
  • Il detective usa il raziocinio e il ragionamento induttivo/deduttivo e ha capacità speciali di connettere eventi e dargli una consecutio logica che porta alla soluzione del caso;
  • In questo tipo di storia il detective si muove e indaga tornando indietro e riandando avanti sull’asse spazio/tempo. (Agatha Christie usa l’escamotage di ridurre/circoscrivere lo spazio, ad esempio facendo accadere il delitto in un hotel isolato dalla neve, impedendo così alle persone di lasciare la scena del crimine e facilitando così la narrazione per non dover affrontare anche il piano di altri ambienti della storia;
  • C’è sempre un colpo di scena che equivale a un INDIZIO, che porta avanti la narrazione: non lo sapevamo prima, elemento di novità capace di indirizzare le indagini verso altra direzione o verso un falso indizio e/o un depistaggio;
  • il detective analizza e ragiona, risolve tutto spiegando sempre alla fine (lo “spiegone” alla Sherlock Holmes).

 

2) A TRIANGOLO MODERNO

Stesso schema del precedente, solo che qui il colpevole ha un comportamento attivo: commette nuovi reati, depista le indagini, influisce sulla narrazione.

Il detective in questo caso è “mobile”: deve correre, rispetto ai falsi indizi e alle azioni che il colpevole compie, dopo il primo evento scatenante, cioè quello che ha dato il via alla storia.

  • è necessario dare il giusto climax alla narrazione;
  • le emozioni sono in crescita;
  • dopo un falso indizio o un depistaggio la tensione deve salire perché si ritorna a indagare sapendo di aver sbagliato strada.

3) A DIAMANTE SEGRETO + 4) NOIR*

In pratica è una doppia storia= indagine + eventi personali. Dove:

  • i problemi personali del detective saltano fuori nei momenti topici, come se fossero un secondo antieroe, un secondo nemico;
  • Il colpevole è attivo (semina falsi indizi, compie nuovi crimini, depista);
  • si può usare la modalità thriller (personaggio eroe sotto attacco, sia fisico che psicologico), perché l’antieroe conosce la storia del protagonista e le sue ferite inconsce e le utilizza per attaccarlo;
  • ogni indizio scoperto si riverbera nella psicologia dell’eroe (ferita) con l’emergere di una memoria dolorosa del detective (la sua storia personale) – ogni indizio svela una parte della ferita dell’eroe, i problemi personali emergono così durante le indagini;
  • la storia funziona se il detective risolve i suoi tormenti al culmine della soluzione della storia.

Vale quanto detto per lo schema precedente del triangolo moderno: il detective in questo caso è “mobile”: deve correre, rispetto ai falsi indizi e alle azioni che il colpevole compie, dopo il primo evento scatenante, cioè quello che ha dato il via alla storia:

  • è necessario dare il giusto climax, per far crescere emotivamente la narrazione: in una situazione di ristagno facciamo fare azioni quotidiane al protagonista portando avanti la narrazione e preparandola a nuove crescite emozionali (colpi di scena);
  • se mettiamo un movimento comico all’interno della storia poi il successivo momento deve essere in salita con colpo di scena;
  • durante la narrazione in avanti (che collega i fatti alle indagini) questi devono essere messi in modo che uno annunci l’altro. È importante che questi siano legati insieme e che la narrazione faccia da collante.

*Nel NOIR la differenza è l’ambientazione e la conclusione con la sconfitta dell’eroe che soccombe alla sua ferita inconscia. L’antagonista è donna

5) DETECTIVE INVERSO

Una storia può essere scritta da Pdv differenti.

Cambiando soggettiva, una storia di un crimine può diventare un giallo (il detective indaga), oppure una gangster story (la storia raccontata dal criminale) o, ancora, un soggetto di innocente in fuga (tipo Il Testimone con Harrison Ford: la storia è narrata dal punto di vista dell’innocente che deve fare cose per scagionarsi).

6) MUTAZIONE DEL DOPPIO

La Mutazione del doppio avviene quando anche l’antagonista ha una ferita inconscia che lo cambierà alla fine della storia.


Appunti liberi trascritti da Loriana Lucciarini durante il seminario Ewwa sulla narrazione in giallo – per maggiori informazioni sul workshop leggi l’articolo qui

visita il sito Ewwa per scoprire le iniziative, le offerte per le socie, la filosofia dell’Associazione e i contatti